Presentazione

Mi chiamo Ribes, sono nata in Puglia (Italia), nel 1990.

Ribes è l’ omonimo, ispirato al nome della narratrice del mio libro, Ribes2: il personaggio di fantasia, che raccoglie i diari e le opere dei protagonisti, per raccontarne la storia.

Ho un carattere particolare, sono nata sotto il segno dello scorpione, in più il 1990 secondo l’ astrologia Cinese, è l’anno del Cavallo, che equivale al nostro gemelli, infatti ne noto tantissimo l’influenza. Scorpione è un segno dal carattere pragmatico, mistico, nervoso, anti-conformista, instabile, ma anche romantico, passionale, sensibile. Il gemelli è vivace, dinamico, mutabile, dalla doppia personalità. Infatti mi piace dire di avere una personalità dal carattere multiplo, ecco perché uso dividere e dare un nome ad “ognuna delle mie personalità”, e affibbiarla ad un personaggio.

Intanto ci sono Edvard, ed Edith la mia parte maschile e quella femminile. Fondamentalmente sono molto simili, ma lui è un po più introverso, irrequieto e tradizionalista, rispetto a lei che è molto più spigliata, e perversa. Io sono così: a momenti. Ora sono pigra, ora mi piglia l’ispirazione e divento un tornado. Passo in tempo record, dall’essere la regina narcisa dell’egocentrismo, tranquilla e ragionevole, ad essere la più pazza delle insicure sulla faccia della terra, la mia vita è come una sega al cazzo, alti e bassi, alti e bassi.

Così i rapporti sociali: adesso rido e scherzo, ti faccio da giullare, ti adulo, ti amo, ti coccolo e mi ti schiavizzo tipo zerbino, 5 minuti dopo tu mi fai malissimo (preciso perché, non esageriamo, in genere mi faccio scivolare tutto), o mi fai venire proprio l’ansia e io passo all’ignorarti completamente, oppure ti odio a morte, o ti faccio ragionamenti pesanti, con la faccia buia, schiaffandoti le unghie nelle piaghe più profonde della tua povera anima, o se non è grave ti butto le frecciatine sottili e glaciali, tipiche del pungiglione scorpionesco. Questo segno ha infatti un “dono paranormale” (nel senso che è un forte talento naturale, primordiale): riesce a captare (non capire, ma comprendere, RICEVERE più correttamente) l’essenza più remota di una persona, semplicemente guardandola.

Mi fido del prossimo, ma inconsciamente ho notato, che capisco se qualcuno mi mente, ma anche se odio la falsità, capisco perché uno lo passa fare, quindi non giudico mai. Comunque, il problema nasce nel momento in cui, dopo tutti gli sforzi che faccio per rapportarmi con qualcuno, poi questo mi tradisce (parlando di mancanza di rispetto) lo stesso, per semplice menefreghismo nel prossimo.

Nel peggiore dei casi, chiudo i rapporti: di noi rimane solo l’amicizia su Facebook (che non me lo cago mai), se ti va bene. Oppure lascio andare. Nell’ultimo caso, ad un unico scopo: aspettare che il karma mi vendichi, se non decido di lasciare il segno da me, e la, mi vendico con le mie mani che a volte è peggio (ti faccio un rito satanico, per farti venire 1 mese di cacarella. No dai scherzo, non è che leggete giù che sono un po’ Wicca e senza sapere cos’è, pensate davvero che io sappia fare un rito del genere. Lo dico perché so che io sono folle ma ce chi va peggio di me).

Si perché sono buona e cara, ma scema no! Anzi A volte, sembra che sorrido, mi sto divertendo, ma dentro me invece stanno nascendo le paranoie criminali, che a lungo andare, accumula-accumula, finiscono per collassare nel delirio totale. Se non mi vendico, vado in panico. E la vendetta, è un piatto che va servito, no freddo: congelato. Che proprio te lo faccio scivolare nel piatto e fa: “tak!”. Ho reso? Questa sono io. E non ci posso fare niente, a parte quello che fanno tutti gli altri, cioè cercare di smussare una cosa alla volta, piano-piano. Quindi immaginate, se sfogo con l’arte, cosa ne esce fuori?

Sono un’appassionata dell’ironìa (qua il programma me lo da sbagliato, ma vi ho messo l’accento, perché a volte rifletto su come sarebbe con l’accento sbagliato, e madonna! Irònia. Che suono di cazzo, sembra una droga pesante. Si vede che non c’ho un cazzo da fare, per avere il tempo di farmi certe pippe. No, perché mi da sbagliato pippe!? Pippe è una parola italiana, esiste cazzo, la usano tutti! Comincio a dubitare della saggezza del programma, a non sapere che pippe esiste, ce ne vuole, maledizione. Aggiornati! Come posso fidarmi di te? Pippa è pure un nome femminile. Pippe, sono più persone di nome pippa, ad un raduno internazionale di persone che si chiamano Pippa o Pippo. Organizziamo? Pippi day! Sai cosa, chiamerò così un personaggio. Poi, sega si e pippa no, ma che è? Siamo matti? Giuda ballerino, come direbbe il mio indagatore dell’incubo preferito, che è l’unico fra l’altro. Cit. Dylan Dog. Pippe/pippa, aggiungi ad dizionario, tò, fatti na cultura frà. Non è colpa tua se sei stupido, e io sono intelligente, bitch) dell’ironia facile, nel senso che sono deficiente proprio, tipo se dico al mio ragazzo: “Amó fai il caffè?” E lui mi risponde “sta fatto già!”, la mia inevitabile risposta è: “ma io lo voglio lucido!”. Hahahah! Lo voglio lucido, che battuta, ti rendi conto?! Muoio! Uhm. No? Okay, su ditemelo. Ditemi: “ammazzati sfigata”. Non ne ho problemi, lo so. Lo so.


Inoltre mi butto anche nell’umorismo nero, a volte in quello volgare, urto violentemente il blasfemo, e quello che chi mi conosce non lo direbbe mai, ma la me “artista” è una sboccata, di prima categoria (la me normale, deve adeguarsi visto che lavoro con i bambini, per me è cultura, dovremmo lasciargliele usare, ma figurati, in questo paese bigotto se, capiscono che sono solo parole, suoni. Mi mettono al rogo. La me artista invece, è anarchica e fa che cazzo gliè pare, fuck the system).

Anche se cado spesso nel porno, in realtà uso tantissimo, soprattutto, il romanticismo, quello strappa lacrime, del tipo smielati da diabete estremo. Anzi, io sono il miele! Ho un problema, sono innamorata dell’amore, io.

Adoro tutto ciò che è particolare e fuori fase, tra le righe, sotterraneo e vivendola in prima persona non ho potuto che ambientare le mie storie, in quella scena.

Per quanto riguarda la mia sessualità, nel caso qualcuno se lo chiedesse, credo di potermi definire pansessuale. Per me è una cosa nuova, perché fino a poco fa credevo di essere bisex e invece, parlando con un ragazzo (giovanissimo fra l’altro, a prova di quanto non bisogna mai pensare che una persona piu piccola di noi, non possa insegnarci qualcosa. Non si smette mai d’imparare, questo me l’ha insegnato nonna. Molto aperta da questo punto di vista, per questo penso che siamo molto diverse, ma l’universo me l’ha mandata come nonna, per fortuna, e ne sono contenta perché mi aiuta a migliorare), che mi ha spiegato la differenza.

Il concetto è che non concentro il mio interesse sentimentale a solo due generi (come per la BIsessualità, bi: due appunto), anzi a nessuno. Pan=tutto, sono sicura di potermi innamorare di chiunque, sono capace di potermi innamorare persino di un gay (che dovrebbe essere l’ultimo genere che potrebbe cagarmi. Sarebbe un casino, ma c’é anche questa possibilità nella mia vita), l’importante è che mi prenda il carattere, la sua personalità, l’intelletto, insomma la sua anima. Nel mio caso, ho scelto di passare la vita con un ragazzo. Ma è solo un caso, che sia un uomo. Se la sua anima fosse intrappolata in quella di una donna, o trans, io l’avrei amato allo stesso modo, senza farmi alcun problema. Generalmente mi trovo meglio a parlare con i maschi, e le amiche con cui mi trovo meglio sono come me. Sono in pace con il mio lato femminile, e se non mi curo un minimo, mi sento strana, ma di base sono un po’ maschiaccio: non mi frega di uscire senza trucco, o se mi viene un rutto in pubblico vado tranquilla, queste cose non le capisco proprio, come scorreggiare, perché trattenere? Vai un po’ più in la e dannazione, la fai, tutta salute.

Però ho sempre odiato il rosa e tendo a vestire comoda. Il mio primissimo limone, è stato con una bambina, l’intenzione era quella di esercitarci per baciare i ragazzi, ma, potrete immaginare che a na certa io volevo continuare ad esercitarmi, lei invece non era a suo agio.

Poi in adolescenza ho avuto esperienze con il mio stesso sesso, ho sempre perso la testa per alcuni tipi di donne. Poi ho capito di provare attrazione anche per altri generi, ma non sapevo ci fosse un termine così preciso, che rispecchiasse ciò che sento. Ah e non fate battute, non significa che ho perversioni differenti da quelle di molti altri. Tipo volerlo fare sulla lavatrice in centrifuga, è normale. Ci sono quelle più strane, è chiaro che non sono una santa, però non fate che proponete, sono fidanzata, e non siamo una coppia aperta, anzi la gelosia è quasi la base. Perché lo sto scrivendo? Passare tempo sul web ti porta a volersi paraculare, per quanta ignoranza c’è, spero non sia il caso di chi passa di qua. Voglio sentirmi tranquilla, quindi ve lo dico ora e non lo dico piu. Conto sulla vostra discrezione.

Infatti non scherzavo quando dicevo di essere innamorata dell’amore, è da questo che nascono le mie storie, per me l’amore è la forza più potente dell’universo (sono fottutamente yuppie in fondo, PACE and LOVE BROTH, ecco perché tendo sempre a non litigare con nessuno, piuttosto lascio scivolare). L’amore crea e disfa con il giusto criterio, facendo emergere le cose che nello spazio-tempo possono portare ad un destino equilibrato nella giustizia.

Qui posso collegarmi al mio credo religioso, così vi svelo anche questo, una volta per tutte e non mi cacate le ovaie. Pensavate che ero satanista? No vi sbagliavate, solo perché ci scherzo, non significa che lo sono (ma lo ammetto, i satanisti sono simpatici, dovreste conoscerli).

Erroneamente mi definisco miscredente, con tendenze al 20% shamaniche, wicca, e induiste, ma sento il dovere di spiegarmi meglio, in modo che se qualcuno sa trovare la definizione giusta della mia fede, possa farmelo presente, così che potrò correggere. Non è vero infatti che non ho fede nel divino, come definito da alcuni dizionari. Anzi, altrimenti non la chiamerei “la mia fede”. Solo che ho una filosofia tutta mia, e cerco di riassumerla. Anche se è difficile riassumere anni di pensieri, in poche righe, ma ci proverò.

La mia idea di Dio, come essere superiore spirituale, è diversa da quella generale, poiché non la sopravvaluto come superiore, ma equivalente (la mia convinzione è blasfema, yes i know): per me Dio potrebbe essere benissimo quella forza energetica che tramite l’amore, fa andare avanti l’universo. Oppure é, l’universo stesso Dio (vado pure contro me stessa scrivendolo con la maiuscola, poi non è nenche un nome, è un concetto. Ne sono andata a capo! Che nervi). Credo nel karma, nel riciclo dell’anima e quindi nella reincarnazione. Per me Dio non è quello furioso, o che ha creato l’universo, il giorno la notte, e ha finito dopo 6 giorni e il settimo si è riposato, e simili.

L’universo per me, è sempre esistito, fatico a credere che cose come il tempo possano aver avuto un inizio, e che avranno una fine. Sono infiniti (come i numeri, forse è per questo che ho un problema con la matematica, la matematica è fatta di problemi, e io preferisco non farmene, quindi semmai è lei che ha un problema con me. Poi, sto vizietto maniacale, dell’essere umano di dare un nome a tutto, catalogare, etichettare. Le etichette rendono tutto più chiaro ma, lo percepisco così fascista: ogni cosa è unica nel suo genere). Fin qui è chiaro.

Io non credo nel “nulla”. Una “cosa”, non potrà mai essere vuota. Qualcosa c’è sempre dentro, l’aria ad esempio, è un gas e ha perfino un minimo di peso. Ricordate sta cosa del gas, io continuo. Il termine “essere superiore” a mio parere, non ha senso, poiché credo nell’individualità, ma du is megli che uan: 1+1=2.

Anzi se 1=2, 1+1=3 (è relativo, la matematica non è un opinione, se uno si addiziona a uno, gli viene dentro é capace che diventano 3. Non fa piega. Non osate contraddirmi, i pazzi si assecondano).

Tralasciandolo, 2+1=3, il numero della perfezione, l’individuo umano ad esempio, sta “bene” da solo, ma non per molto. Se ha una dolce metà sta da Dio, ma ancora, se ha un gruppo, famiglia, società, sta alla perfezione. Sto parlando per me, ma a meno che non sei più eremita di me, sarai d’accordo.

Il concetto vuole che la dualità non sia completezza, quindi vi è il bene e il male, maschio/femmina, vuoto/pieno, luce/buoio, macro/micro, potrei continuare così per ore, e poi c’è la via di mezzo. Vale anche per materia e inmateria, quest’ultima per me è “Dio”. Corpo e mente. Seppur non tangibile è comunque legata all’anima, e l’anima è stato dimostrato che ha un peso. Quando libera un corpo che smette di vivere, abbassa il suo peso, per qualche istante (Non lo dico a caso, Konstantin Korotkov, un russo che fa lo scienziato, l’ha fotografata).

A quanto pare l’anima è un GAS blu. Ok? Quindi, Dio è un gas (Raga, ste cose le penso davvero, ecco da dove nasce la mia convinzione di essere pazza, che è una consapevolezza che si prova fondata sui fatti, ho le prove scritte. Quindi risparmiatemi il: “speriamo che non puzzi e se puzza che non entri dal condotto, in macchina quando stiamo con l’aria condizionata d’estate, se no non possiamo nemmeno aprire i finestrini e moriamo” che lo ammetto ci sta a fagiolo, lo so, ma è solo una via alternativa, per sdrammatizzare la mia concreta, per quanto preoccupante, condizione psico-sanitaria. Mai ricordare ad un pazzo che lo è, che se no gli brucia il buco del culo e sclera. É una minaccia). Perciò credo che Dio sia l’anima dell’universo. E la nostra anima è una frazione di essa, intrappolata in un corpo, ecco spiegato perché abbiamo bisogno degli altri, e pur di stare con gli altri ci abbassiamo a sopportarli, adattandoci, nella nostra unicità, all’unicità degli altri.

E ancora, nel 2020 non abbiamo trovato la giusta complicità per portare avanti la questione, senza ammazzarci l’un l’altro. Scherzi a parte, che c’è poco da scherzare (visto che è vero, siamo ancora nel paleolitico, a buttarci le bombe cazzo), ma io che cerco di fare la seria è una comica: proprio perché tutto ciò è infinito, questa inmateria è infinita, e noi siamo solo un suo infinitamente piccolo micro-frantumo, di essa, così siamo infinitamente diversi l’uno dall’altro quindi, è persiono comprensibile. Non è giustificabile, ma dico: è comprensibile la difficoltà. Dobbiamo farlo, ma non l’abbiamo chiesto noi di nascere, quindi non ci scende, l’idea, non ci stiamo dentro. Comunque questo è il mio credo, noi Dio lo conteniamo, questo fa di me una che può dire di credere che Dio non è uno solo, e allo stesso tempo ha più sessi.

Dio non è maschio! Può essere femmina come può essere del “terzo sesso”, e se non ce 2 senza 3, non c’è nemmeno 4 senza 3 e così via. Infinite sfaccettature, dalle infinite combinazioni. Così credo negli universi paralleli, nel paranormale, nella magia, nelle creature mitologiche, persino nel popolo magico, e così via.

Quindi in conclusione si, credo nel divino e ho fede in esso. E sfioro la follia, anzi peggio: me la fotto (oddio, ho paura di me stessa. Sono diventata rossa: non uso mai essere così diretta nel volgare, non sono abituata. Ma è così… esiletante! Adrenalina pura in vena. Altro che bungee jumping! Della serie: “oh, spostatevi, che sto passando io. Io chi? Io, punto!”, mi sento così figa adesso, che potrei cominciare a pensare di farci il callo. Tanto posso sempre dare la colpa al personaggio. Non sono io, è Ribes che è così maleducata a volte. Ho persino provato a metterle il guinzaglio, ma non so come fa, se lo leva, è agilissima mannaggia, uno di questi giorni mi finisce sotto ad una macchina). Altrimenti non potrei dire di fidarmi di me stessa e quindi negli altri e quindi, boom!

Essere o non essere questo è il problema, trallallero trallallá. Bu-bu settete! (pauuura eh!?) Buongiorno! Benvenuti nel mio mondo. Ora potete chiudermi. Oppure mi avete capita, e vi devo consigliare di chiedere aiuto ad un professionista? Male che vada ho fondato una nuova religione, diventerò il nuovo Ghandi (oh, si scherza, non mi permetterei mai!). Sono sicura di non essere la prima a farmi sto surrogato di strizzata di cervello clamoroso, vedete i multiversi di Rick e Morty, ecco perché lo amo. Ed ecco spiegato perché adoro il concetto di “sottosopra” Stranger Thing(-hiano).

Che altro posso dire di me? Sai cosa? Basta spoilerare, troverete tutto scritto nel fottutto libro. La suspense prima di tutto, for ever in my heart!