Glossario

Ci tenevo a rendere comprensibile il mio gergo, visto che uso scrivere come parlo e parlare come mangio e di conseguenza scrivere come mangio, poi mangiare quello che scrivo, vomitare invece di scrivere e parlare, quindi magiare vomito, e ok, la smetto, prima che diventi come l’esorcista in Scary Movie 2.

Andate a 2.00, per capire il riferimento

E così ho pensato di integrare al sito un glossario, dei termini da me usati, che magari non tutti conoscono. Cercherò di spiegarli al meglio, ma non dimenticate che si accettano consigli, e aggiungerò termini che magari non mi è venuto in mente di “tradurre”.

A

  • Abbioccarsi: da abbiocco, gergo che ha origine dalla vita di strada, fatta di droghe e perditempo. Letteralmente significa fissare, imbambolarsi, perdere lo sguardo nel vuoto e estraniarsi dal mondo esterno per pensare ai cazzi propri. Poi magari qualcuno ti fà: “Oh, non ti abbioccare! Ti sto parlando, le basi, del rispetto!” e tu spaventi, ti riprendi e rispondi “eh?”. Di solito capita a chiunque di abbioccarsi di prima mattina, dopo mangiato e quando si è stanchi a livello psicologico o fisico. Il termine si è diffuso, fino ad essere utilizzato in ogni situazione per esempio “Non stare abbioccato a Wazz App tutto il tempo!”: lascia il telefono e vai a vivere la vita reale.

B

  • Bomba: spesso accomoagnato da almeno due punti esclamativi, si differenzia dal termine da cui deriva, alludendo alle armi: mina, granata ecc. Si usa per far venire in mente il rumore della bomba, caratterizzando il significato della frase da un enfatizzazione superiore: l’esplosione. “Questo sito web, è una bomba!!! Si chiama lightofreedom, se non lo conosci non sei nessuno, bitch!”: devi vedere questo sito, é un esplosione di genialità, tanti che rimarrá nella storia, sarà la storia, perché non solo lo studieranno a scuola, ma diverrà una materia scolastica andando a sostituire la storia. Ok ora piantatela tutti di fare la stessa cosa, siete un cazzo di gregge: vi vedo che state facendo “no” con la testa, vi reggete la fronte, sorridendo come scemi e pensando “ma davvero? A questa gli e la butto io na bomba. Comunque in altri casi assume vari significati, per esempio mi viene in mente “Mi sto facendo una bomba”: mi stò fumando un cannone; oppure: mi sto masturbando, ma invece di dirti “ho da fare”, sono sincero e ti dico cosa sto realmente facendo, ora sta a te se apprezzare e mettere giù il telefono, o dire “la prossima volta evita di essere così esplicito”, ne secondo caso però sembra proprio che ci tieni, a interrompere le seghe altrui. Bombare, infatti, in alcune culture, significa “fare sesso”.

C

  • Cazzaro: dal termine cazzeggiare. Sta per sfaticato, perditempo. Una persona a cui non va di fare niente. “Cazzo ancora a cazzeggiare, smettila di scrivere cazzate sul blog, Cazzaro del cazzo!”: ancora a svarionare sul blog, scansafatiche. Diversamente da come si può pensare, il cazzaro è una vera e propria professione. Noi ne siamo la prova vivente.
  • Cazzeggiare: non ci crede nessuno che non conosci sto termine. Sarebbe come non conoscere le cose belle della vita, devi provare assolutamente. Significa perdere tempo, frá, stare senza fare nulla, ma assolutamente nulla. Vedi anche: Cazzaro e Cazzone e fatti na cultura
  • Cazzone: persona simile al cabarettista, ma che non s’impegna abbastanza. Ne è infatti la versione dispreggiativa, che letteralmente sta per coglione, testa di cazzo ambulante, quindi come si può dedurre dal riferimento ai genitali maschili, i coglioni sono sotto e vanno in coppia, mentre il cazzone sta ai livelli alti. “Fare il cazzone”: fare la persona poco seria, che passa il proprio tempo a cazzeggiare. Vedi anche: cazzaro, testa di cazzo.
  • Criminale: prende il suo significato dai suoi sinonimi: bandito, pirata, illegale, ladro professionista, killer seriale. Ma decontestualizzato nella giustasituazione, assume il significato di stupendo, fantastico, spettacolare, bellissimo, fuori di testa, avanti, geniale, che dovrebbe essere illegale per quanto è bello, pazzesco, assurdo, illuminante. “Questo glossario, del sito lightofreedom, è criminale!”: questo glossario del sito du light of freedom, dovrebbe essere illegale, da quanto è assurdo. Vedi anche: spaccare
  • Cugghion: termine appartenente al dialetto pugliese che, come facilmente intuibile, significa “coglione”. “Allor sì popr nù cugghion!” (pronuncia “allò sì pop’ nu cugghjòn) : allora sei proprio un coglione. Vedi anche Trimone, Cazzone.

D

E

F

  • Filone: da filone di pane, filonare, come per il: “fare sega” stà per il marinare, ad esempio la scuola. “Che bella giornata, facciamo filone”. Raga, mettere le firme false dei genitori è illegale, ma se non fate almeno un filone a scuola, specie a fine anno, quando ormai il libretto non ve lo guarda più nessuno, è proprio da stupidi. Poveri è vero: oggi arriva il messaggio a casa. Ecco cosa intendo con “gioventù bruciata”. Spero abbiate trovato un metodo alternativo. Tipo potreste akcherare il telefono della presidenza, la butto lì. Fatelo, vaffanculo, non possono toglierci i nostri diritti! Non possono obbligarci a rimanere in galera quando fuori si sta molto meglio, bella con i compagni. Noi ce ne andavamo al mare! Sei ore di totale liberà!

G

H

I

J

K

  • Kitevviv: Offesa che si rifà a “Kitimmurt”, ma in versione buonista (dipende dai punti di vista) più legittima, infatti invece di offendere i morti si tende a lasciarli in pace, tanto non ci sono più, e intacca invece i vivi, è uinfatti una bestemmia che letteralmente sta per: “Chi ti è vivo”. C’è chi lo pseudo-italianizza in: “Chi t’è vivo” marcando sulla V. Il termite può essere rafforzato così “Kitevviv e straviv” cioè “Chi ti è vivo e stra vivo”, ma decisamente poco usato, se non per enfatizzazione. Molto usato nei dialetti del sud italia, in varie forme, come ad esempio “Citevviv” e”Citivviv”. Vedi anche: kitemmurt
  • Kitimmurt: Offesa ritenuta di grande rilievo, è una bestemmia ai morti che letteralmente sta per: “Chi ti è morto”. C’è chi lo pseudo-italianizza in: “Chi t’è morto” marcando sulla M. Il termite può essere rafforzato così “Kitimmurt e stramurt” cioè “Chi ti è morto e stra morto”. Molto usato nei dialetti del sud italia, in varie forme, come ad esempio “kitemmuert”, “Cittimmurt” e “Citemmuert”. Vedi anche: Kitevviv

L

  • L’ Murt ca’ tin: termine di una delle molteplici forme, del dialetto pugliese, che letteralmente significa “I morti che hai”, e stà per “Tutti i tuoi morti”, è una vera e propria bestemmia altamente offensima, ma a seconda di come viene usato, il livello di sacrilegità cala/aumenta. “L’Murt ca’ tin! Mi ha macchiato la felpa nuova!”: mannaggia ai morti che tieni, che invece di aiutarti, ti hanno fatto sporcare la felpa che ho comprato ieri dal mercatino delle pezze vecchie. Vedi anche: Mortacci, Kitimmurt.

M

  • Mal-sang: termine del dialetto pugliese, che in italiano significa “sangue malato”, e sta per: rimuginare, struggersi, crucciarsi, preoccuparsi. Fare male sangue, è quando una persona particolarmente sensibile su un certo argomento, arriva a rodersi, ci si fissa, ci si rimugina, si angoscia, si tormenta, si arrovella, si dilania, si danna l’anima. Questo atteggiamento di inettitudine, che fa ammalare il sangue, può portare ad vere e proprie, forme di pazzia. Il mio consiglio è di evitare, e imarare a gestire le proprie emozioni, facendosele scivolare, piuttosto all’occorrenza allonatanarsi. Infatti, è scientificamente provato che far incattivire il proprio sangue, ne rende il PH meno alcalino (andando incontro all’acidosi), aumentando il rischio di morire prima del previsto, per insufficenza di idrogeno (gas che genera acqua nel flusso sanguigno), provocando malattie varie, fra cui Ictus, insufficienza cardiopatica, tumori e così via. Vedi anche: Rùsch
  • Mortacci: Bestemmia, dispregiativo di Morti. “Mortacci tua”: letteralmente “I tuoi cazzo di morti”. D’effetto eh? Vedi anche: Kitimmurt
  • Muzzo: Termine italianizzato, preso da uno dei molteplici dialetti pugliesi: “A Mouzz”, come avrete notato è spesso preceduto da “a” (in modo) e così prende il significato di: a caso, a cazzo, senza logica, a capocchia o lasciato a se stesso. “Stava parlando con me, e all’improvviso, a muzzo, se n’è andato” Stava parlando con me, e all’improvviso, senza motivo, se n’è andato. “Stà festa è stata organizzata proprio a muzzo” Questa festa, manca, si vede proprio, che è stata organizzata a capa di cazzo.

N

O

  • Om’e merd: uomo di merda, più dal napoletano. Uomo senza spina dorsale, senza palle. Uomo che non si può definire tale, che non affronta le situazioni, disumano.

P

  • Pippa: Riferimento alla masturbazione, come sega. Andare di mano, toccarsi, trastullarsi l’organo riproduttivo. “Si sta facendo una pippa su Porn hub”: si sta masturbando guardando i video di Porn hub. “Mi fai una pippa”: non vali un cazzo. “Farsi le pippe mentali” dare sfogo alla propria immaginazione, fantasticare, farsi i film mentali. E ancora: inalare “Sto a 4000. Mi sono pippato mio nonno paterno, che botta!” Sono sul di giri: in mancanza di altro, oggi mi sono sniffato, le ceneri di mio nonno Umberto, hanno fatto effetto, che bomba! Consiglio (non fatelo, il nonno del nostro modello, è morto di overdose da dopamina, dopo ever esagerato con la cocaina. Anche il figlio di nonno Umberto era tossico: 3 generazioni vittime della droga).

Q

R

  • Rùsch: termine del dialetto pugliese, che significa: lamentarsi, lagnarsi, parlare negativamente di qualcosa. Rushcòn, è infatti una persona che usa spesso lamentarsi, notare solo il lato negativo di una certa situazione, o della maggior parte delle situazioni, e si lamenta senza cercare una vera soluzione al problema, per il semplice piacere di sfogare la propria logorria, senza preoccuparsi di non fare malesangue. Vedi anche: Mal-sang

S

  • Sboccare: rovesciare, vomitare, dare di stomaco, rimettere, rigettare fuori i litri di alcol puro da 95°, che hai mischiato con la limonata, perché sei alcolizzato e ti volevi ubriacare, ma non avevi il vino nostrano pugliese in casa, e così hai trovato l’alcol, che nonna usa per fare il limoncello, e il genio che è in te (che hai stordito nel tempo), con le sue ultime volontà (si è pure cagato nella bara, tanto lo sforzo), ti ha scritto sullo specchio col rossetto (i geni, secondo me adorano mettersi il rossetto, non so perché mi piace pensare sta cosa): “lascio tutte le mie collezioni di fumetti di lightofreedom al mio assassino: nome cognome (infame di merda). Se nonna fa il limoncello con l’alcol e i limoni Femminelli del Gargano, tu puoi farne uno personalizzato con la Schweppes limone alla rifalda, e con 49 centesimi dalla Lidl ce ne usciamo. Starai meglio senza di me, io vado con Dio che è meglio. E non torno più, sia chiaro brutta feccia umana”, tu hai pensato prima: “e mo chi lo pulisce sto schifo?” (tutti se lo chiedono, solo che nei film non lo dicono, perché è un segreto tramandato da generazioni nelle famiglie degli illuminati, protetto da copyright da un un’accordo firmato con l’FBI nella seconda guerra mondiale, perché John Edgar Hoover aveva una tresca con una rettiliana bellissima, degli illuminati, -lei scappó via lasciando il messaggio sullo specchio, che era in cinta. E il figlio lo sanno tutti che è quel coglione di Andrea Dipré, sto dicendo cose sconatate eh!- la cosa è censurata tutt’oggi, se scoprono che io lo so mi lasciano su un isola deserta resa invisibile nel 1832 dalla nasa, ma a me non mi frega niente, anzi mi fanno un favore, che se qualcuno ci sbatte contro con la barca, lo faccio fuori e me lo magno: dubito che sia facile trovare cibo su un isola invisibile) e dopo “Però ci sta come ragionamento, quello del limoncello” ignorando lo stato psicologico in cui ha scritto. Così è andata, e mo stai male. Ben ti sta. Sboccato si usa anche per identificare una persona che tende a “vomitare” parole scurrili e capmagnole, indice di una buona educazione, o una cattiva dipende dai punti di vista: se sei la regina Elisabetta ad esempio. Si riferisce a quelle persone che usano un linguaggio pesantemente volgare, indecente, triviale, lascivo, licenzioso. Vi ricorda qualcuno? A me no, non so di cosa cazzo state parlando. Si, brutti acidi, io sono pro! W la disibinizione, basta con sta pudicitá apparente. Siete voi che non volendo andare all’inferno allimprovviso diventate devoti a vostro signore, ipocriti! Abbattiamo i muri dell’ignoranza, sono solo parole, suoni! Siete voi, che siete dei cazzo di malignosi. Satana vi fa na pippa a voi! Ditela la verità.
  • Scopare: verbo che spalleggiua lo spazzare i pavimenti. Infatti allude al movimento che si fa con la scopa per rimuovere la spazzatura, per riadattarlo a quello che si fa durante l’atto sessuale. Fare sesso, accoppiarsi per cercare di riprodursi (o di prendersi il papilloma, della baby sitter di tuo figlio. O entrambi. Se no, magari cercare di evitare sia di fare uno che l’altro, due piccioni con una fava: hanno inventato dei gommini appositi, e non vi fate fregare da chi vi viene a dire che è allergico al lattice, li fanno anche in poliuretano per i vegani, se poi sono vegani e allergici pure a questo, vada per l’intestino di agnello, non sarà vegan, ma meglio di ritrovarsi un figlio che mangerà più mucche in un anno di chiunque altro, per rimettersi in pari da un infanzia troppo sana e poco crudele, per la società odierna), cedere ai piaceri libinatori con il/la/i propri/o/a partner, schaicciare, fare su e giù. In base a differenti scuole di pensiero si aggrega anche il fare l’amore, ma a quanto pare non tutti sono d’accordo. Non voglio precisare che si possa accumunare al godere sessualmente, venire, perché in questo caso dovrebbe essere reciproco e spesso, soprattutto per le donne, non è esattamente quello che succede nella realtà (consiglio alle sorelle vittime di questo abuso, di usare preservativi ritardanti, magari due, uno sull’altro per i casi persi. Anche un’altra cosa, non tiratevela troppo, se no poi è pure normale che quello sta in astineza e sput! Viene subito. Con questo non voglio dire che dovete girare mezze nude, o mettere foto del vostro culo su instagram, se ne parlava ieri con Hator una mia collaboratrice. Ragazze vi stuprano, se poi vi piace, e non fate le vittime, allora per me personalmente è tutto ok. Figurati se giudico proprio io che a fantasie sessuali vado forte, ognuno ha le sue, non dobbiamo abbassarci al sistema di bigottismo italiano, che vuole controllare ogni virgola anche fuori dal vaticano e addita ipocritamente le belle ragazze che si mettono la mini, poi stuprano i bambini, in parrocchia. Tanto che è pazzesco che é uscito “tutto” in rima). Ne con la masturbazione, perché in quel caso si va di mano, da soli, anche se nel dettaglio si può fare anche senza necessaria penetrazione, masturbandosi a vicenda, che è sempre una buona alternativa in caso di affezione a qualche strana malattia venerea, che abbiamo accidentalmente preso, quando ci hanno rapito gli alieni la settimana scorsa. E che alieni! Il pene cel’avevano sul mento, ho detto tutto.
  • Semmai: ok questa è difficilina da spiegare. Sarebbe l’unione tra se+mai, (voi: “ma vàà?”, io scema: “ebbene si, non ci sareste mai arrivati senza di me”) ma secondo me il significato cambia un po’. Se mai, non ha senso detto così (se= nel caso in cui, mentre mai=in nessun momento, potrebbe anche andare ma vi immaginate? Nel caso in cui, in nessun momento, è come dici tu). Semmai invece è una parola e assume un significato proprio, che è sinonimo di: nel caso, al massimo. “Non è come dici tu, semmai è così, così, così.”: Hai torto marcio, ma farò finta che hai azzeccato qualcosa, ma non è così e ora te lo dimostro. Infatti è così, spostati che devo passare io, perchè IO ho ragione, e TU hai fottutamente, nonchè follemente, TORTO. che campi a fare? Non ce la fai per niente, ancora qua stai? Se fossi in te me ne andrei dietro l’angolo e mi ammazzerei. Quindi muori, così c’è più ossigeno per me che sono un fottuto genio, Albert Einstain mi fa na pippa, quando voglio torna dal mondo dei morti, per masturbarmi. Ok basta, che qua sono tutti pazzi, e non capiscono che faccio ironia spinta, e finirò per farmi akerare il sito da qualche pitino nerd che pensa “ma come si permette sta ciofeca, a nominare il nome di Dio invano? Ora gli cambio la grafica a sfregio, gli faccio diventare tutto rosa”, noo! Fermo ti prego, scherzavo, ma non devo scherzare, giuro che non lo faccio più! Promesso. Come? Non si giura? Oh maledizione.
Vignetta di una tavola de “L’escalation di quando non rispondi al telefono.” di Zero Calcare
Scena di “Matilde sei mitica” da 0:18
  • Spaccare: verbo il cui significato è contrario al suo reale sinonimo, infatti viene dal termine rompere, rovinare ecc. Ma in determinati complessi situazionali significa prenderci, fare molto bene qualcosa, qualcosa di geniale, originale, distinto, criminale, fantastico, spettacolare, che illumina, apre la mente, all’avanguardia. “Cazzo hai spaccato, co ste pezze, broth!”: acciderbolina come stai proprio bene vestito così, fratello! “Spettacolo il sito lightofreedom, spacca proprio tutto!”: bellissimo il sito di light of freedom, sta troppo avanti! Vedi anche: criminale
  • Sparare: scorreggiare, esecretare i propri gas corporei, fare puzzette, pirdi, peti, flatulenze. “Cof che puzza! Hai sparato? Che hai mangiato, un cadavere?” Che tanfo, hai rilascuato i tuoi gas? Che hai assunto, qualcosa di avariato?
  • Svarionare: svagare, distrarsi, divertirsi, cazzeggiare. “Oh, sto svarionando su tik tok, tra un po’ arrivo”: aspetta e spera, mi sono abbioccato al telefono, appena mi riprendo, se mi riprendo, vengo. Da svarione, che significa barcollare. Sentirsi mancare un attimo, perdere il controllo del baricentro mentre si cammina e rischiare di ammoccare da un lato, per un istante. A volte viene usato anche per dire “broth, ma stai svarionando!?”: fratello, ti stai rimbambendo?. “Angelinagaia sta in svarione”, Angelinagaia sta in viaggio con la testa, quindi non ne sta capendo un cazzo.

T

  • Testa di cazzo: qualcuno vi ha dato della testa di cazzo, ma non sapete cosa significa? Avete presente il glande dell’organo riproduttivo maschile? Si dai, la cappella del pene! Ecco, quella è la vostra testa. Non è un insulto, quindi? Si che lo è, rincoglionito, oltre che testa di cazzo! Sinonimi: brutto minchione, brutto coglione, grande stronzo, testa di minchia, testa calda.
  • Trimone: termine italianizzato, dal termine appartenente al dialetto pugliese: “trmon” che sta a significare “coglione”, “deficente”. Cliccate su link per approfondire. Vedi anche Cugghion.

U

V

W

  • Wecchj: preceduto da “A”: A wecchj. Termine preso da uno dei molteplici dialetti pugliesi che significa letteralmente: “A occhio”, “A caso”. Vedfi anche “Muzzo”.

X

Y

Z

Attenzione!

Come molti avranno capito, le affermazioni (sappiate distinguere quelle ironiche, da quelle fatte d’ignoranza) fatte in questo sito, sono parte della conoscenza dell’autrice: una pazza logorroica, confusa, che non sà spiegarsi e che usa parlare senza riflettere, e scrivere col culo, oppure dando testate alla tastiera. Anche se fà ricerche e studia, cercando di pararsi il culo, ricordate che la sua testa non è del tutto apposto. Infatti è incostante: una procastinatrice seriale, che lacia le cose a metà, e non và a fondo su una questione, poichè ha poca pazienza e perde facilmente concentrazione e interesse. Lei ci prova a modo suo, gioca a fare l’investigatrice del mese, ma non pensate che sia realmente una geniale dottoressa tuttologa, del sapere generale di ogni più piccolo segreto dell’universo, laureata in “so tutto, sicuro, vi potete fidare”. Non è profondamente informata. Quindi evitate di prendere ogni cosa per oro colato, se volete essere sicuri di qualcosa, fatevi le vostre ricerche. Questo è un consiglio che vale in generale nella vita. Poi, se volete aiutare se no fatevi i cazzi vostri, mandate una mail a lightofreedom@libero.it, precedendo con “Bruttissima testa di cazzo, guarda che questa cosa che hai scritto sul -argomento- è una minchiata” e poi spiegate le vostre ragioni, allegando le fonti a cui vi siete affidati. Così indagherò ulteriormente, e se a quella pazza gli và, addirittura cambierà il testo.