Cenni biografici

A 1 anno e qualcosa, amavo già disegnare, a i miei dicono che me la cavavo discretamente, nel fare dei riconoscibili pulcini gialli (“Pìu-pìu” li chiamavo). A 3 anni ero già una cantastorie, specie quando andavo dietro la moto con papà. Per quanto riguarda la scrittura, invece, in prima elementare, volevano bocciarmi perché ritardavo un pò ad imparare a scrivere. Ma credo che sia successo perché io, ragiono al 90% ad immagini, credo. Quindi collegare delle figure a dei suoni, ha voluto i suoi tempi. Immaginate la difficoltà con la matematica, quella puttana, li mortacci sua e chi cazzo l’ha inventata, sono felice che sia schiattato, altrimenti gli avrei dato un calcio sui denti, ematomandogli il cervello, in modo che rimanesse scemo e tutti gli avrebbero creduto quando avrebbe dichiarato “No scusate, mi sono sbagliato, la matematica è inutile” (così non si sarebbe più diffusa). Bastano le dita (ne abbiamo 20, bastano. Maschietti, non fate battute, lo so, che avete un dito in più, ma non è il caso di far sentire le donne svantaggiate), per fare i calcoli. Avete mai visto “Il pianeta verde“, di Coline Serreau? Se non l’avete visto, andate subito a cercarlo, non so, tipo in streaming. Questo è uno dei film che amo di più!

Hey! Allarme SPOILER! Andate direttamente a 3.45″ per andare alla scena che mostra quello che voglio dire.

C’è una scena, in cui questi alieni, super-evoluti, spiegano come educano i loro bambini, e una delle loro materie “scolastiche” è un metodo, la “matematica dello spazio”. Insomma, pescano dei sassolini a caso e li lanciano su un piano, e il bimbo deve indovinare quanti sono il più velocemente possibile. Ecco, io che ragiono ad immagini se l’avessi fatto da piccola sarei un mostro. Quella è matematica vera, e utile. No il P greco, radice di, elevato alla cazzo vaffanchiappa, che palle. Comunque! Torniamo alla biografia. Una volta superato questo ostacolo, ho capito appunto, che scrivere era il modo migliore per farmi comprendere, sempre per il fatto delle parole, per me esprimermi a parole è complicato, impiego il doppio delle energie, perché il mio cervello deve cercare nel suo “database”, un immagine da associare ad una parola. Date, nomi sono i peggiori, poiché se conosco una persona che si chiama con un nome che non conosco, devo memorizzarla, mentre se conosco un “Sempronio” e già conosco altre persone che si chiamano così, ne associo le facce e mi ricordo, quando la incontro che quella persona fa parte della categoria “Semproniani”, nell’archivio dedicato ai nomi, che occupa un angolino del mio sistema cerebrale. Così nel parlare m’incarto, parlo veloce e poi mi fermo a cercare per ore quel termine preciso… Un sinonimo, insomma qualcosa! qualsiasi cosa! Aiutami, cazzo cervello! Forza e coraggio, uniamo le forze, se no qua, poi parte l’insicurezza, e quindi la balbuzia, e poi pensano che sono scema, e invece sto solo cercando, quella dannata immagine che mi fa ricordare, la combinazione di lettere e quindi suoni, che formano quel cazzo di fottuto termine. Altrimenti, non parlo più vaffanculo cazzo. Sto zitta, parlate voi. Che tanto dopo esattamente 6-7 minuti (meno rispetto alla media di 8, lo sapevate sto fatto? Quello dell’attenzione, che cala dopo 8 minuti di ascolto e quindi si ha bisogno di un instante di distrazione. Si spiegano taaante cose) mi distraggo, per lo stesso identico motivo, il cervello s’ingrippa e fa tra-tra. e quindi rimango sola e desolata, e poi muoio per il dispiacere.

Durante l’estate che ha seguito il primo superiore, ho cominciato a realizzare le mie prime vignette a fumetto. Poi ho cominciato a sviluppare uno stile tutto mio, esercitandomi sui muri della città. Così è nato il ragnetto del logo, che ho poi identificato con la mia cagnetta. Dopo qualche anno sabbatico, post-diploma, ho frequentato un anno all’indirizzo di Pittura, all’Accademia di belle Arti, dove ho fatto 300 ore, del corso integrativo (che non è un corso di Pittura, ma da parte dei corsi di Grafica) di Arte del fumetto, e ho così trovato modo di dare sfogo a tutte le mie, molteplici passioni artistiche, integrandocele: scrittura, disegno, musica, pittura ecc. Poi dimenticai di rifare la domanda per la borsa di studio per l’anno nuovo, e così avevo solo due scelte: pagare (cazzo), o ricominciare tutto da capo. Ma non mi conveniva, e mi sono resa conto che col fumetto, avevo trovato la mia strada, quindi se dovevo ricominciare da capo, mi iscrivevo alla Comix di Pescara, nel frattempo però ho continuato come per conto mio, in base alle mie conoscenze e possibilità. Ora grazie alle persone che mi hanno incoraggiata, ho scelto di non lasciare più questa aspirazione, e di continuare il mio percorso, approfondendolo con altri corsi della regione, nel tentativo di far arrivare a tutti il mio messaggio. Questo sito rappresenta a pieno il mio lavoro, e con lui, cercherò di mettermi d’impegno, per completare la mia impresa.

Le mie passioni

Io non sono normale

questo va in presentazione

Vengo da un’altro pianeta. Questo pianeta è dannoso, per la mia struttura molecolare psico-fisica. E ho le prove. Devo avvisarvi, è giusto che lo sappiate. Soffro di disturbi mentali vari, e fobie, vabè poi sono intollerante al lattosio e altre cose, ma questo non dovrebbe interessare a nessuno, a differenza dei disturbi mentali che magari non interessano a nessuno nenche loro (poveretti. A nessuno interessa niente, và, io mi ostino a scrivere roba inutile, pensieri miei, spesso astratti, ma che diamine! Ho pagato per farmi uno spazio nell’oceano del web, che cazzo ci fa la gente sempre di faccia schiaffata nello schermo? I cazzi degli altri. Ecco i miei, su un piatto d’argento, tutti vostri), ma leggendomi ad un certo punto, me lo immagino proprio che uno se lo chiede: “che ha sta malata che ha scritto sti concetti intrippa cervello? Perché? Sta male!” Si. Tutte io ce l’ho.

Non lo dico per fare la starna che oggi vuol dire essere figa, come le vagnedde bimbeminkia di mo: una generazione bruciata. No devo aprire una parentesi, mi scappa! Cazzo io sono toccata, ma questi… Da me, i ragazzini non si mascherano neanche a carnevale, e questo è uno sfregio alla Gioventù! Ci rendiamo conto? All’epoca mia, il giovedì dei pazzi era sacro, più del natale: la tradizione vuole che non essendo riconoscibili, per un giorno, potevamo fare che cazzo volevamo.

Era una scusa per fare casino. E fare casino era l’ambizione massima di ogni momento della giornata, di un giovane medio. E ora? Tutti vecchi a 12 anni, insieme appassionatamente. Tutti, tutti, tutti pappamolli, dalla mosceria inaudita, ma non stò dicendo che è colpa loro, ci mancherebbe.

Li parcheggiano davanti a you tube già appena nati, selfie, cose. Gli fanno vedere peppa pig, che è un surrogato del marcio di questa società, ti mette a mollo il cervello come fosse l’acquasale, o una frisa, e poi te lo si beve. Noi avevamo “la Melevisione”, che ci mettevi il frutto del male, che ci ha condannati tutti alla morte, (e che soffocò Biancaneve, e poi dicono che una mela al giorno leva il medico di torno. Non poteva andare a prugne, sta televisione? La prugnevisione, messaggio positivo: andare a cagare fa bene a tutti, ogni tanto. La stitichezza è la causa delle guerre nel mondo, lo dice la scienza), e ti faceva vedere i cartoni fighi!

L’orso della casa blu, che parlava alla luna, e lei gli rispondeva pure, era pazza, lo sanno tutti che gli orsi non parlano. Gli e lo fai notare e lei prima dice che lo sa, e poi ci parla di nuovo. Che lunatica. Tommy e Oscar, l’alieno rosa che si mutava fisicamente in quello che voleva. Bob l’aggiusta tutto, che… aggiustava TUTTO. Aveva una gattina: Alice ricordate? Stimolava a fare, riparare agli errori, quindi che sbagliare è umano, per riuscire nella vita. Pipskueak’s planet, l’ecologista. Perchè non c’è un cartone che parla di ecologia, proprio oggi? Siamo in emergenza pianeta o sbaglio? Niente, moriremo tutti.

Tonio Cartonio era un folletto, che gestiva il pub del Fantabosco, serviva sciviglia e blumele (che erano peggio del alcool puro), e frequentava streghe sataniste, fate che gli e la facevano annusare e non glie la davano mai, un lupo parlante e un orco dislessico. Insomma, c’era molta più fantasia e anticonformismo rispetto al porcellino che il massimo che ama fare e rotolarsi nelle pozzanghere.

Noi avevamo la Pimpa, loro hanno Marsha e orso, la russa campagnola impedita, che rompe i coglioni a quella povera bestia, che la sopporta invece di reagire e magnarsela. I pigiamini, vogliamo parlarne? NO. Semplicemente, non si esce in pigiama. Io lo farei, per ribellione, per comodità. Ma poi non si può fare, perchè loro si e noi no? Loro sono eroi? E noi, chi si alza la mattina, sotto alla neve per andare a spaccarsi il culo in fabbrica per pagare le tasse, e morire giovanissimo di cancro, mentre Fedez si fa chiamare Rapper, fa due rime cuore amore, che anche un bambino farebbe meglio, e guadagna altro che 1000 euro al mese, cosa siamo noi?

Noi avevamo le Stop Motion, Pingu, i Plonsters (melevisione) e Mio Mao, di cera-pongo! Che li guardavi e ti chiedevi come facessero a muoversi, dei pezzi di pongo! Tom and Vicky, tutti in stoffa, cuciti artigianali (melevisione). Cartoni seri come i Little Mosters (melevisione)! Papà castoro! Cip e Ciop! Non fatemi arrabbiare: loro hanno i palesemente copiati da questi ultimi -insegniamo a rubare! Vai!- , ma vestiti -sbagliatissimo vestire gli scoiattoli, come fanno ad arrampicarsi, con i jeans? E il cappellino, lo perderebbero dopo due secondi. Perchè rimbambine così i bambini facendogli credere che gli animali vivono in ville con piscina e vanno a scuola? Cazzo che nervi- Chipmuck castrati che vantano di essere rock star, e poi fanno cover di canzoni truzze, l’anti rock per natura, che talento c’è nel creare una cover, semplicemente velocizzando una canzone al massimo per fare la voce da topo? Siete scoiattoli, no topi. Uno scoiattolo parlerebbe così, come questa marmotta. Lei si che è rock.)

marmotta che urla dal canale You tube:
orsidanna

Torniamo in argomento, le ragazzine di oggi, che dicono di avere disturbi mentali a caso, se ne parlava qualche giorno fa. Me l’ha detto una fonte giovane (io so vecchia), che dire che si è bipolari è una moda. Si lo fanno per attirare l’attenzione, perché sono nate ieri, e non hanno un cazzo da raccontare, e così dicono stronzate random, e tu lì, apri l’ombrello per ripararti dagli schizzetti di merda, oltre ai cioppini.
A differenza loro, non ne vado fiera, e lo dico perché ci sono arrivata con l’esperienza.
Disturbi: èppksdk
Fobie:
sdv