Bozze

Qui potrete farvi un idea di come realizzo le bozze. Vi pubblico le più belle, le più significative e le più chiare. Se possibile realizzo le mie bozze su fogli di carta riciclata, o riciclando la carta del pane, cose così, dipende anche da dove mo trovo, se sto in giro ho un agendina che ci vado di matita e poi cancello. per poter cancellare e ridisegnare sopra. Non dico che sia sempre così, o che credo di cambiare le cose, però in genere sono piuttosto fissata e non faccio male sangue, se so che nel mio piccolo, non contribuisco allo sterminio degli alberi. Sono la classica hippie che abbraccia gli alberi e cose così. Se ci fosse questo tipo di cultura, avremmo più ossigeno e il cervello funzionerebbe meglio a tutti. Non ci piove. Spece da me che tagliani gli alberi, per una cazzata, invece di curarli. Bisogna spenderle due parole.

L’evoluzione

Lo stile è cominciato con colori, che si limitava a questa tavolozza: nero, verde acido, viola melanzana e arancio. Purtroppo non ho esempi originali, perché avevo 14 anni, e si sono persi. Forse ho qualcosa da qualche parte, ma devo cercare, magari appena possibile provo a riprodurne un esempio. Poi sono passata alle strice da 2-3 vignette, che coloravo in grigio, dove riprendevo delle barzellette dell’enigmistica, dovrei averne quallcuna in qualche diario, se li trovo li metto. Però sono rimasta con il grigio e per i contorni inchiostro blu scuro, per molto tempo e le prime bozze di tavole vere e proprie erano molto simili, eccole qua

Scusate per la qualità schifa, provvederò a scannerizzare tutto, forse un giorno

Niente parole, solo bla e emoticons, era il mio targhet. Da adolescente non amavo parlare, scrivevo nella mia cameretta, ma non univo lo scritto al fumetto, per me era bello così senza parole. Dopodiché, all’accademia mi sono ritrovata a sperimentare con le tecniche e i colori, e da questa bozza

il mio stile si è poi evoluto in quello che conoscete: logorria portami via, ritorno confermato all’utilizzo di pastelli e trattopen 0.8 (parlo delle tavole, le bozze sono a matita, che poi cancello per riutilizzare la carta, nel mio piccolo per salvare gli alberi), e ostentando nel variare dei colori, in base alle situazioni. Ho sperimentato anche queste, prima di decidere di aggiungere altri colori. Se non l’avessi fatto ora colorerei ancora così. Il giallo però non può mancare, dai.

Il karma, che dolce che è con me!
Scusate è pure mossa