Capitolo 1

11 Ottobre 1959 Olympia (USA-Washington, vicino Seattle). Erano le 16.20, e Diana Parkins, una ragazza di 22 anni, dava alla luce Edvard Parkins. Comincia a piovere, e il vento si fà più pazzo. Il tempo passa, ma il secondo gemello, non si decideva ad uscire. C’era qualcosa chenon andava, la ragazza è sconvolta. Edvard non smette di frignare, e lei chiedde esasperata di fare dei controlli. Solo il mattino dopo, riescono a fare una radiografia, tutto normale, tutto bene. Il bambino è li, tranquillo, che galleggia. La data prevista era quella, ma l’ostetrica, non crede ci sia nulla di cui preoccuparsi. Diana, cerca di non pensarci, anche Edvard sembra essersi calmato, mentre si gode, quelli che pensa saranno gli ultimi momenti in cui, la sua mamma sarà tutta per lui. Jason, il padre è felicissimo, la neo-nonna: Amethyst, e la sorella di Diana: Dafne, si radunano a coccolare il nipotino, “beato fra le donne” h 24. Fuori l’autunno comincia farsi sentire, preopotente. Il vento sembra ululare, e la pioggia cade a lenti goccioloni, ritmando lo sfondo, con i loro tuffi sul vetro della finestra. La grondaia sembra non finire mai di gettare fuori la sua acqua. Passano 3 interminabili giorni, così.


Ametyhs e Dafne fanno diecimila calcoli, altrettante supposizioni, e il tempo passa con queste due voci, basse per non disturbare la creaturina che pisola nella culletta affianco al letto:
Amethyst: “che vi avevo detto? è della bilancia! Bilancia ascendente pesci. Sarà un sensibilone, un don Giovanni, romantico e un pò pragmatico, perchè questo è l’anno cinese del Cinghiale che corrisponde al nostro scorpione. Un trio molto particolare!”
Dafne: “Guarda! Anche secondo lo zodiaco Maya è uno scorpione!”
Amethyst: “Wow!”
Dafne: “Mentre per i nativi americani è il corvo, per quello africano l’antilope. Secondo lo zodiaco celtico, lui è un Corniolo, mentre appena l’altro bambino sarà un Acero… A meno che non nasce dopo il 24”
Diana: “Vaffanculo Dafne, spero di no!”
Amethyst: “Stà tranquilla, Diana, la luna è positiva, i tarocchi anche, il pendolino vibra un pò, ma niente di cui preoccuparsi. Il bimbo stà bene nel pancione, tutto qui.”
Diana: “Ok. Dafne, visto che ti piacciono anche a te queste cose, per lo zodiaco degli egiziani, che divinità è?”
Dafne: “Si. Vediamo, se non erro… Si è Maat”
Diana: “Oh, non era la Dea dell’ordine?”
Insomma discorsi così. Poi finalmente, quel 14 Ottobre, alle 19.20 precise, anche qui, venne alla luce il secondo gemello. All’improvviso, smise di piovere. E con grande sorpresa, tutti notarono che era una bellissima femminuccia. Merdedith fù il suo nome. Meredith Parkins. Quando la bambina fù messa accanto al fratellino, Diana, ebbe la sensazione che stessero sorridendo. Le loro labbrucce effettivamente, ghignarono. Erano due bambini meravigliosi e sani.


Ok. Ma perchè non facciamo un’altro passettino indietro? Voglio raccontarvi come si sono conosciuti i loro genitori. La coppia infatti, stava insieme da solo 9 mesi. Avevano concepito i 2 gemelli una fredda serata di gennaio, dietro le tende di un teatro, in cui si erano intrufolati. Avevano visto l’inferno in uno dei primissimi scontri fra Mods e Rockers, loro Rockers, si erano difesi, ma ne avevano viste di tutti i colori, nella rivolta. Diana e Jason facevano parte di due comitive diverse, e siccome girava voce, avevano saputo di un raduno dei rivali, e le varie comitive si radunarono per raggiungerli per mettersi ad alzare risse.
Si erano azzuffati, tirati di tutto: pietre, pali, biciclette, avevano smontato tutto quello che trovavano per lanciarselo, due tizi si erano pure accoltellati. Nemmeno l’intervento della polizia sembrava servire a qualcosa. Molti erano stati arrestati, altri picchiati a sangue e lasciati lì, insomma Diana e Jason si erano trovati in tutto quel macello, si erano protetti e si appartarono per scopare. Nei giorni seguenti, continuarono a vedersi, per poi innamorarsi. Fù strano quasi 3 mesi dopo, quando Diana andò da lui a dirgli che era in dolce attesa, e quello dopo un momento di mancamento, aveva poi esultato, felice, che finalmente avrebbe messo sù famiglia e che lei era perfetta, che quasi ci sperava, perchè lei era bellissima. Anche se era troppo presto, per la coppia, che a malapena si conosceva, comunque i due decisero di prendersi le loro responsabilità, invece che cercare urgentemente i soldi per andare ad abortire. Lui le disse che ora, gli avrebbe fatto conoscere i genitori e la famiglia e tutte quelle cose. Lei, pensò seriamente che il destino avesse trovato per lei, l’uomo della sua vita… O della sua morte?

Light of Freedom

SITO IN ALLESTIMENTO!

Tutto ciò è in prova, d’esempio, claro? Vamos.

In attesa della realizzazione della colonna sonora per la home page, vi metto un bel pezzo, di un gruppo di Massafra (Ta), che ci suona un amico. Questa è “BRASSLAKAJIM” dei TOUGSBOZUKA

“Light of freedom” parla di Edvard e Edith Glanville, due fratelli che dedicano la loro esistenza all’ arte, alla ricerca di questa luce, la luce di libertà. Nascono in California e crescono in Italia, per poi girare il mondo, cavalcando la scena underground dagli anni ’70 in poi. La narratrice Ribes2 (da non confondere con l’autrice Ribes), è il personaggio di fantasia, proveniente del futuro, che si teletrasporta nei corpi dei personaggi, per riviverne sensazioni/pensieri, e riportarli nel dettaglio, raccogliendone anche, le eventuali opere d’arte (fumetti, dipinti, scatti fotografici, brani musicali e così via).

Video trailer di Light of freedom:

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Introduzione

© Tutti i diritti riservati all’Autore.
Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta senza il preventivo assenso dell’Autore.
Ogni riferimento a cose e persone reali è puramente casuale, poiché tutto frutto della fantasia, di una mente malata!

INTRODUZIONE
Trovo le normali introduzioni, la parte del libro di una suspance, spacca coglioni. Sarà una parte difettosa del mio carattere, credo che devo ancora capirlo definitivamente, nel frattempo, ritengo che la mia serie di volumi, vada bene un’ introduzione piuttosto breve.


Non c’è nulla di più bello e giusto di quando si sbagliano tante cose, poi ci si sente male, s’ impara a correggerle e ad apprezzare di averlo fatto, per cancellare sensi di colpa, praticamente inutili, a lungo andare.

Questa è la storia di 2 anime, che cavalcano il tempo della loro esistenza (e non solo), verso un sogno paradossale, di rinascita, in una società malata, la società del genere umano. L’essere animale, più intelligente, secondo la scienza, perchè capace di ragionare, ma mai troppo perfetto nel farlo.
Edvard ed Edith, i protagonisti, sono due eterni bambini che non si lasceranno mai soli, condividendo l’ esperienza e l’ individualità reciproca, e insieme impareranno a curare la conosciuta malattia: la mentalità instabile e incoerente, di un mondo pieno di morti inutili, ma ancora più fortemente, pieno di infinita vita e movimento di essa. Ci sono due cose che formano l’universo infinito: materia e, intrappolata in essa, la non-materia. Ora, sappiate provare emozioni, e rispettate quello che imparate a fare. Triste o felice che sia, viene interpretato bello, sempre e solo quel che piace, non ciò che lo è in generale. Nonostante ci è stato detto

Non è bello ciò che è bello, ma che bello che bello che bello.

[Frate Antonino di Scasazza]

Chi l’avrebbe mai detto, che la mia prima citazione fosse di un frate! Ninente in contrario, ma avrei preferito, una Rock Star…

I temi trattati in questo racconto, sono temi forti e particolari, dalla natura provocatoria: ribellione, anarchia, rivoluzione ecc… Pertanto anche astratti, e che sfiorano il surreale: reincarnazione, loop temporali, salti temporali, e persino mondi paralleli, quindi tenetevi forti ai braccioli della poltrona, e cercate di non farvi venire l’emicrania. Tant’è vero che uno dei concetti principali è quello di magia, ma… quella vera, non quella che ci raccontano nei film, fate folletti e luci brillantinate che trasformano in topi gli orchi cattivi. Quella reale che si può ottenere dall’universo e dalla natura.
Insomma non ha assolutamente, nulla a che fare con un racconto normale. Mi permetto di definirlo più unico che raro. O forse già l’hanno fatto, perchè è impossibile che io sia la prima, e io non lo so perchè non leggo abbastanza, e non vedo abbastanza Netflix, questo sarebbe impossibile però, perchè ci passo le nottate. Non avrò peli sulla lingua, vi avverto, spero solo che nulla risulti offensivo per nessun lettore, che può innervosirsi o trovarli interessanti, in base al suo livello di apertura mentale.
Avrei voluto girare il mondo veramente, per scrivere questo libro, ma purtroppo non potendo usufruire di un badget economico, questo non è stato possibile. Mi sono quindi accontentata di usare la mia fervida immaginazione, curiosare nei racconti delle persone, ed esplorare la realtà tramite la ricerca digitale, dell’immenso mondo di Internet. Non siate, quindi, mai certi che quello che è scritto in questo libro, non sia altro che fonte d’immaginazione: se qualche informazione vi incuriosisce, approfittate anche voi per chiedere e approfondire l’informazione, capendo da voi se è falsa o meno.
Il libro è interamente narrato da una lontanissima nipote dei protagonisti (molto più logorroica di me, noterete), che grazie a degli incredibili e innominati marchingegni, dalla tecnologia così avanzata che non è stata ancora inventati, riesce a tornare indietro nel tempo e vivere la storia come se fosse presente nel luogo e nel corpo, delle persone presenti, possedendole passivamente. Inoltre per facilitare la comprensione della situazione emotiva, e dei punti di vista, vengono riportati gli ipotetici diari, in cui i due fratellastri, descrivono scrupolosamente, ogni loro pensiero, spesso con la spiegazione semplice delle sensazioni provate.

L’Autrice: Ribes


Mi chiamo Ribes 2, e sono la seconda persona al mondo a chiamarsi così, e oggi è il 2 del secondo mese del 2222, e vorrei cominciare il mio libro parlando di come 2 persone, hanno dato modo di dare a tutta l’umanità, una seconda chance. Parlando del tempo da cui provengo, per voi non ancora accaduto: il terzo Millennio, vi anticipo che è un millennio di rinascita. Qui non è che il male non esista, ovviamente, ma ogni individuo almeno sa già da piccolo che nessuno gli nasconderà la verità (come si fa ai vostri tempi su argomenti come il sesso, o Babbo natale), né lo discriminerà se sceglierà la via “larga”. Comunque nessuno dura molto, tutti quelli che scelgono di essere cattivi se ne pentono dopo un po e si ‘convertono’. Insomma tutti sanno cosa è accaduto, più di un secolo e mezzo fa e perchè oggi si apprezza più il tempo libero che quello lavorativo, che un tempo addirittura si lottava per avere, e hanno fede nel destino, sanno che la vita è bella e va goduta fino in fondo, ogni attimo, perchè come diceva un certo Leonardo da vinci:

Una vita passata bene, è sicuramente Lunga

Infatti grazie ad uno stile di vita sano, viviamo allungo, e nessuno da fastidio a nessuno: nessuno si mette a dire agli altri cosa fare o a mettere leggi inutili come 200 anni fa, nessuno paga niente, nessuno si permette a recare danni psicologici a nessuno, per divertimento. Studiamo a scuola come condurre una vita felice e sana, e come rapportarci con gli altri, con il pianeta che ci ospita, e tutti gli altri esseri viventi. I nostri computer aiutano proprio a mantenere la calma fra i rapporti umani grazie ad un applicazione che si chiama “karman” (banale no?), dove possiamo segnare le dispute e appare la soluzione più semplice secondo l’opinione pubblica e in base al carattere dei soggetti. Voi avevate i social network, ma immagino che capite la differenza.
Le due persone di cui parlo sono Edward Glanville e sua sorella adottiva Edith, madre, nonna, e 22 volte bis- nonna di tutti noi. Loro hanno insegnato ai loro figli che tutto è possibile, se lo si vuole, infatti loro… Hey, aspetta non vi dirò niente, comincerò tutto da capo. Premetto che siamo nel 2 mila e 222 quindi non vi dirò come faccio a sapere quello che accadeva nei minimi particolari e i pensieri delle persone a cui accadeva. Ma questo mi permette di essere un ottima narratrice. Se vi chiederete, perchè so tutto: è per questo motivo, punto e basta, abbiate la pazienza di aspettare, che è una cosa tanto importante nella vita, anche se so che un libro così grosso sia una vera fatica da leggere (amo scrivere ma leggere mi riesce difficile, ho una mente astratta), mai letto io un libro così grosso! Anzi una collana, di libri così grossi. Spero la lettura sia semlice, scorrevole e leggera. Documenterò tramite i loro diari, le opere, le lettere e qualunque cosa, oltre che tramite la possessione passiva, collettiva dei corpi dei personaggi. Torno ora indietro di 227 anni 8 mesi e esattamente 5 ore: 13 ottobre 1959, ore 6.33 di mattina.

Buona lettura da Ribes 2!