Donne Artiste

(Da Ribes: Faccio subito una piccola premessa. Questo articolo non é farina del mio sacco: lo scrive una persona che vuole rimanere anonima, e non ha possibilità di contribuire costantemente al blog, ma che studia e tratta argomenti, di cui c’è tanto bisogno di parlare, e che mi stanno a cuore. Quindi ve la presento come “Autore Anonimo“. Inoltre con questo profilo, verranno pubblicati articoli suoi, ma lo sfrutteranno anche per quelli di altre persone Anonime di passaggio. Ecco l’articolo;)

Il contributo artistico femminile alla Storia dell’Umanità è decisamente ignorato. Stereotipi, pregiudizi e preconcetti affossano la condizione e la dignità della donna, distorcendo la verità storica, di quello che è stato, e facendo passare la Storia come un “baluardo monosesso” in visione androcentrica: solo gli uomini maschihanno fatto” mentre le donne sarebbero rimaste “belle statuine, passive e mute”, fino al Novecento!

Con questo scritto dimostreremo quanto sia erroneo concepire la Storia con una visuale “monosesso” e quanto sia profondamente ingiusto e vergognoso continuare ad ostinarsi a NON citare queste donne sui libri di storia delle scuole.

Negare e omettere questi nomi femminili è funzionale a cancellare il contributo femminile alla Storia dell’Umanità e a dipingere le donne come “mentecatte ebeti e passive” che “non hanno fatto niente per il progresso dell’Umanità”.

Cancellare il contributo femminile all’Arte serve a far passare le donne come “inferiori mentalmente” rispetto agli uomini e al genio maschile: perché se tutti conoscono, anche solo “per sentito dire”, un Van Gogh, un Botticelli o un Picasso, sono invece pochissime le persone che conoscono pittrici come Lavinia Fontana, Rosalba Carriera o Rosa Mezzera.

Iniziamo dalla pittura. Oggigiorno esistono moltissime pittrici e artiste, ma ci concentreremo soprattutto su quelle di prima del Novecento.

Donne in pittura

Per prima cosa dobbiamo tenere presente che nell’età antica, (e anche fino al Medioevo) non era prassi firmare la propria opera artistica; Pittura vascolare, scultura, affreschi, canzoni ecc. venivano create e composte ma difficilmente erano firmate. Quindi è solo per pregiudizio e per mancanza di conoscenza storica, che vedendo un vaso d’epoca antica esposto in un museo, oppure fotografato sui libri di storia, lo attribuiamo “ad un artigiano di sesso maschile”.

Plinio racconta come Elena d’Egitto, fosse un’ottima pittrice e avesse dipinto un grande quadro dedicato alla vittoria di Alessandro Magno contro Dario di Persia. Plinio elenca anche diverse donne autrici, che saranno ricordate nella seconda metà del 1300, anche da Boccaccio nel “De Claris Mulieribus”.

In una miniatura francese del XV secolo è raffigurata Timarete (Thamar), già menzionata da Plinio; la raffigurazione è anacronistica (visto che la pittrice è raffigurata nell’atto di dipingere “un soggetto cristiano”…), ma storicamente accurata visto che nel Medioevo le donne si occupavano proprio di miniature. Altre pittrici antiche (sebbene le loro opere siano andate perdute o forse distrutte dai cristiani), sono Iaia di Cizico (Laia Cizicena, vissuta a Roma intorno al 100 a.c) e Irene di Cratino.

È nel Cinquecento e nel Seicento, che sono attestate le prime pittrici che non solo ebbero un successo stratosferico nella loro epoca ma spesso riuscirono anche a vivere dei proventi della vendite dei loro dipinti. Citiamone qualcuna:

  • Catharina van Hemessen (Cinquecento)
  • Sofonisba Anguissola (Cinquecento)
  • Judith Leyster (Seicento)
  • Lavinia Fontana (Seicento)
  • Elisabetta Sirani (Seicento)
  • Maria Van Oosterwijck (Seicento)
  • Elisabeth Sophie Chéron (Seicento)
  • Artemisia Gentileschi (Seicento)

Con l’arrivo del Settecento e dell’Illuminismo (movimento di pensiero decisamente anti-clericale) migliora anche la condizione della donna, tanto che il numero di pittrici (ma anche di letterate e scienziate), aumenta proprio a cavallo tra Settecento e Ottocento;

Non dimentichiamo che le stesse donne parteciparono ai moti rivoluzionari (le Tricoteuses, sul finire del Settecento), e alle prime rivendicazioni sindacali e salariali (nel movimento socialista e anarchico nell’Ottocento)

È proprio sul finire del Seicento\inizio Settecento che le donne nobili (contesse e marchese come Madame Geoffrin, Emilie du Chatelet o Madame de Pompadour) finanziano e proteggono gli intellettuali atei e illuministi, organizzando salotti letterari e promuovendo la diffusione delle idee illuministe e scientifiche: per esempio, il primo volume dell’ Enciclopedia uscì nel 1751, per merito di Denis Diderot e fu proprio la bellissima Madame de Pompadour (favorita di Luigi XV), che ottenne dal re “il benestare”, affinché l’opera potesse andare avanti, nonostante le censure e le minacce del clero.

Tra le prime attiviste proto-femministe, autrici di libelli e dichiarazioni dei diritti per la donna e la cittadina, citiamo Madame Roland e Olympe de Gouges: entrambe verranno messe a morte. Mary Wollstonecraft è il nome più celebre di protofemminista e a lei si deve il libro “Sui diritti delle donne”, che influenzerà tutte le altre attiviste per i diritti delle donne, come Anna Kuliscioff, Anna Maria Mozzoni e Cristina di Belgioioso.

  • Katherine Read (Settecento)
  • Giovanna Fratellini (Settecento)
  • Elisabeth Louise Vigée-Lebrun (Settecento)
  • Marie Victoire Lemoine (Settecento)
  • Marie Gabrielle Capet (Settecento)
  • Rose Adélaide Ducreux (Settecento)
  • Constance Marie Charpentier (Ottocento)
  • Marie Ellenrieder (Ottocento)
  • Lilly Martin Spencer (Ottocento)
  • Jeannie Augusta Brownscombe (Ottocento)
  • Angelica Kauffmann (Ottocento)
  • Marguerite Gérard (Ottocento)
  • Jeanne-Elisabeth Chaudet (Ottocento)
  • Marie-Guillemine Benoist (Ottocento)
  • Marie-Denise Villers (Ottocento)
  • Marie Spartali Stillman (Ottocento)
  • Berthe Morisot (Ottocento)
  • Mary Cassatt (Ottocento)
  • Rosa Bonheur (Ottocento)
  • Antoinette-Cécile-Hortense Haudebourt-Lescot (Ottocento)
  • Evelyn de Morgan (Ottocento)

Tra le pittrici italiane dell’Ottocento, segnaliamo:

In particolare, soffermiamoci sulla figura di Rosa Mezzera. Il paesaggio di Rosa Mezzera (Bergamo 1780 circa – Roma 1826), venne presentato all’Esposizione di Belle Arti di Brera nel 1810; Rosa dipingeva paesaggi e vedute ideali dell’agro romano che il Caimi giudicherà più tardi “senza originalità” perché “si accosta troppo servilmente allo stile seguito allora in quella città”.

In realtà i paesaggi dipinti da Rosa Mezzera ricevettero una buona considerazione da parte della critica (un dipinto “Cascatelle di Tivoli” partecipava nel 1809 alla celebre mostra tenutasi in Campidoglio), ed vennero esposti a Brera insieme a quelli di Giuseppe Diotti e di Antonio Calliani. Le vedute che la pittrice inviava da Roma davando un tocco particolare al panorama artistico e accademico lombardo visto che nei primi decenni dell’Ottocento erano ancora i tedeschi (e il loro stile) ad andare per la maggiore alle Esposizioni la pittura di paesaggio.

Nel suo dipinto più famoso, “Le cascate di Tivoli” la pittrice dipinte un celebre luogo già preso a modello da tanti pittori paesisti che studiavano a Roma: il celebre Francesco Hayez nel 1812, testimoniava che era possibile vedere in quel sito pittori come Woogd, Verstappen e Chauvin che “dipingevano dal vero” Il panorama di Tivoli condensava in sé valori artistici, letterari ed estetici molto in voga in quel periodo come le rovine antiche e il “Sublime” delle cascate anche se nella tela di Rosa Mezzera più che non la suggestione romantica, si trova di nuovo un’impostazione neoclassica.

Tra le pittrici d’avanguardia del primo Novecento:

  • Lois Mailou Jones (1938)
  • Natalija Gontcharova (1912)
  • Benedetta Marinetti (1923)
  • Kay Sage (1944)
  • Tamara de Lempicka (1932)
  • Marisa Mori (Novecento)
  • Valentine de Saint-Point (Novecento)
  • Frida Kahlo (Novecento)

Infine, riportiamo anche alcune scultrici:

  • Camille Claudel,
  • Luisa Ignacia Roldàn,
  • Harriet Hosmer,
  • Malvina Hoffman,
  • Marie-Anne Collot,
  • Anne Damer,
  • Elisabet Ney,
  • Kathe Kollwitz,
  • Edmonia Lewis,
  • Emma Stebbins,
  • Vinnie Ream Hoxie

Per la bibliografia consultata vedi: “Arte al femminile: donne artiste dal Rinascimento al XXI secolo”, “Storie della buonanotte per bambine ribelli” .

Autore Anonimo